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Tendenza: DIGITAL RETAIL


DALLE INTUIZIONI
ALLE WEB ANALISYS

Trendspot: il futuro del retail moda sarà sempre più basato su tre fattori: velocità, prezzo, qualità. Da quando Zara ha cambiato il paradigma, con controllo verticale della filiera, collezioni continuamente riaggiornate durante la stagione e immagine top per capi a prezzi affordable, il retail ha imparato la lezione.
Molte companies producono in Asia a velocità pari se non superiori a Zara, capi di buona qualità, ispirati dalle sfilate di NY, mettendoli sul mercato in 10 giorni dall'ideazione. Non solo: lo studio delle collezioni si basa sugli smart data e sugli analytics. Non più intuizioni di cosa funzionerà o meno sugli scaffali, ma un'analisi di quel che le persone cercano, hanno acquistato, guardano o semplicemente 'desiderano' tramite siti e social, riuscendo anche a intercettare eventuali 'retrotrend' in nuce.

Esempi chiave: Lesara, company berlinese che è in grado di produrre 50mila capi l'anno grazie all'utilizzo di filiera integrata e smart data per la selezione degli stili e del «cosa» produrre, e Imperial (Bologna), azienda fast fashion totalmente made Italy che funziona grazie a vicinanza fornitori, velocità nel time to market sul modello Zara (collezioni in costante aggiornamento) e prezzi 'fast' (scontrino medio tra 25 e 70 euro).

Implicazioni per il marketing: di là della tecnologizzazione del punto vendita, della digital interaction che sta interessando il ripensamento degli store fisici in un'ottica di 'seamless' experience rispetto all'online sta cambiando il modello di business dei fashion retailer, dove velocità (guidata dagli smart data e dal controllo filiera), prezzo e un investimento sulla qualità saranno i driver del futuro.