EATING
Tendenza: DISRUPTING TECNOLOGIES
IN ITALIA ARRIVA L'AGRICOLTURA 4.0
Trendspot: le innovazioni tecnologiche nella filiera alimentare sono sempre più al centro dell'attenzione: soprattutto l'informatica applicata alla produzione agricola ha conosciuto un'accelerazione grazie soprattutto a Expo 2015. La conferma arriva da McKinsey, nel suo report "how big data will revolutionize the global food chain". Secondo McKinsey le aziende iniziano a sfruttare l'enorme potenziale del digitale per creare valore sostenibile, implementando soluzioni di economia circolare nella catena alimentare. Si parla quindi di agricoltura di precisione per produrre meglio limitando l'uso di acqua e fertilizzanti, di biosensoristica (la realizzazione di sensori per monitorare le coltivazioni), di droni, di previsioni meteorologiche all'avanguardia e sistemi automatizzati con scanner alimentari.
Esempi chiave:il sistema di sensori X Metrix, nato per tracciare la performance dei nuotatori, si sta rivelando molto utile per misurare i rendimenti del terreno. Sono Inoltre disponibili nuove app che favoriscono la cosiddetta "economia circolare". È il caso di Funghi Espresso, nata dall'incontro di due ricercatori italiani e un imprenditore giapponese: ora è una realtà industriale che produce funghi che crescono in soli 20 giorni da un substrato di fondi di caffè, contribuendo alla riduzione di rifiuti. Altro ambito in evoluzione quello dei codici a barre, con programmi come Feed Code pensato per l'industria dei mangimi animali: individua frodi e attività illecite in un settore critico perché i controlli sono minori rispetto a quelli per il cibo destinato all'uomo.
Implicazioni per il marketing: : il modo agro-alimentare italiano dimostra di essere decisamente più dinamico di altri settori meno reattivi all'innovazione tecnologica ma anche poco attenti all'evoluzione dei consumi. Una ricerca di Federalimentari afferma che il comparto agro-alimentare italiano è attento agli stili di vita, più responsabile e sensibile alla tutela dell'ambiente, alla qualità del lavoro e agli sprechi: in 10 anni ha ridotto del 20% il consumo energetico, del 30% l'emissione di gas serra, del 40% la quantità delle materie prime per imballaggi. Ogni anno vengono inveisti 2,4 miliardi di Euro per la insicurezza alimentare e 10 miliardi (8% del fatturato) in ricerca e sviluppo, riuscendo a coniugare tradizione e innovazione.