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Andare a tempo® 2012:
BIOLIVING

LE BUCCE DELLE MELE HANNO NUOVA VITA E DIVENTANO BUSINESS

Già sei anni fa (Andare a tempo® 2012) Astarea aveva previsto l'impiego su larga scala dei residui organici per la produzione di tessuti e rivestimenti di nuova concezione.

Oggi in Italia, rivela il rapporto 2018 sulla bioeconomia di Intesa Sanpaolo, le produzioni ecosostenibili, frutto dell'economia circolare, sono sempre più protagoniste sia nel settore dell'abbigliamento sia in quello degli articoli cartacei (tovaglioli, fazzoletti, carta igienica, ecc.); il rapporto segnala inoltre un elevato tasso di innovazione da parte delle aziende del settore.

Esempi chiave: una di queste è Frumat, un'azienda di Bolzano in forte crescita, che utilizzando scarti di bucce di mela realizza fino al 50% dei suoi prodotti : tra questi troviamo la carta prodotta su misura per la cartotecnica Blasetti che, grazie a Frumat ha lanciato la linea "melascrivo": quaderni, buste per corrispondenza e altri articoli, tutti ecosostenibili. Ecco poi la "pellemela", l'ecopelle che può essere usata nella legatoria, per le calzature, nel mondo della moda e infine nel settore dell'arredo, in particolare per poltrone e divani. Frumat ha ottenuto un importante riconoscimento al Green Carpet Fashion Award 2018: il primo "Oscar italiano" del settore, sponsorizzato dalla Camera Nazionale della Moda insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e altri partner.

Implicazioni per il marketing: secondo uno studio della Commissione Europea, pubblicato a metà gennaio, la bioeconomia nell'Ue vale oltre 2 mila miliardi di euro e sostiene circa 18 milioni di posti di lavoro e i numeri sono destinati a crescere durante i prossimi anni, anche se, sottolinea il rapporto, molto dipenderà dalle politiche dei Governi. Proprio su questo mercato in espansione scommettono un numero crescente di aziende che credono nell'economia circolare.